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Conosciamo Lucia, fondatrice de "La Saponaria"

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di intervistare Lucia Genangeli, fondatrice de “La saponaria”, azienda italiana di cosmetici eco-biologici prodotti artigianalmente.  Per me è stato un onore poter parlare con la fondatrice di questo marchio che amo ed apprezzo in quanto ho provato diversi loro prodotti e li reputo ottimi. E voi li conoscete? Curiosi di sapere qual è la filosofia che guida tutto il loro lavoro? Buona lettura:

-Quando e come è nata la vostra azienda?

La Saponaria è nata circa 12 anni fa, da una passione, quella per il sapone artigianale. Abbiamo iniziato a produrlo come 2 piccoli chimici io e Luigi, che è l’altro fondatore, nella cantina di casa, utilizzando ingredienti del territorio con il gruppo di acquisto solidale però per un ridotto consumo. Dopodichè abbiamo iniziato a collaborare con dei gruppi di acquisto solidale e abbiamo deciso di fare di questa nostra passione un lavoro vero e proprio, quindi abbiamo fondato il nostro primo laboratorio, partendo col sapone e allargando poi il range dei prodotti, aggiungendo quindi gli shampoo e poi lo scrub, poi di anno in anno spaziando le formulazioni anche a quelle che sono le esigenze nostre e di mercato. Quindi è nata un po’ dalla passione, un po’per  il sogno di fare un lavoro che ci permettesse, come dice la nostra mission, di lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato attraverso cosmetici buoni sia per chi li usa,sia per l’ambiente e la società in generale.

-E’ impegnativo reperire materie prime biologiche? Vi avvalete di materie prima a km zero?

Era più impegnativo all’inizio quando siamo partiti. Oggi è più facile disporre di materie prime biologiche, però è scesa molto la qualità media. Quindi ora sul mercato ci sono molti ingredienti biologici che però sono di scarsa qualità o di dubbia provenienza. Lo sforzo che facciamo noi in più, parlando di filiera etica, è quello di cercare biologico di alta qualità proveniente da filiere controllate e locali di cui abbiamo il controllo completo, dalla coltivazione della materia prima, alla trasformazione, al prodotto finito poi. Questo ci permette di avere un prodotto di altissima qualità da un lato e avere un impatto ambientale e sociale positivo dall’altro. Questo tipo di filiere sono impegnative, usare prodotti a km zero, quindi ad esempio prendere i semi di lino locali e produrre l’olio,invece che comprare sul mercato olio di lino rumeno, richiede uno sforzo importante, ma crediamo che è quello che fa la differenza sulla qualità e sull’impatto dei nostri cosmetici. Dove possiamo incentiviamo anche progetti agricoli sul territorio.

-Qual è la differenza nei costi di produzione fra un cosmetico bio-naturale e uno invece tradizionale?

Può essere elevata. Una materia prima tradizionale costa decisamente di meno rispetto ad una biologica. Nelle formule certificabili biologiche ci sono una serie di ingredienti non ammessi, accettati invece nella cosmesi tradizionale. Questo implica che per raggiungere lo stesso risultato di un cosmetico tradizionale, le tecniche di lavorazione, produttive e formulative, possono essere più complicate ed incidere poi sui costi.

-Quale considerate il vostro prodotto di punta, cioè il più venduto?

Uno dei  nostri prodotti più venduti e apprezzati è lo Shampoo girasole e arancio dolce. E’ uno shampoo molto concentrato, adatto a capelli secchi e bisognosi di nutrimento. Nato diversi anni fa, uno dei primi creati nel nostro laboratorio. I primi commenti di chi lo provò furono, “finalmente uno shampoo bio che funziona” e da lì i consumatori affezionati a questo prodotto sonno cresciuti.

-Come risponde il consumatore alla vostra proposta di cosmetici naturali? E’ informato, riesce a capire la differenza fra cosmetici  di successo, che si trovano nei supermercati  e i vostri cosmetici eco biologici?

Devo dire che la sensibilità dei clienti aumenta sempre di più. E’ chiaro che un lavoro di divulgazione come quello di chi recensisce prodotti e li spiega, è importante e rilevante. Quando qualcuno riconosce la validità dei nostri prodotti o arriva anche a preferirli a quelli tradizionali, ci rende fieri e orgogliosi. Va comunque spiegato e valorizzato il perché, cosa c è di diverso,quali sono gli impatti sulla persona che li usa e sull’ambiente in generale.

-Cosa consigliate alle persone che si stanno avvicinando al mondo del biologico?

Se si ha uno slancio di curiosità verso questo mondo, bisogna approfittarne, quindi sostituire gradualmente e dedicare gli acquisti, man mano che servono le cose, a un prodotto più sostenibile. Soprattutto iniziare a farsi una cultura, informarsi, leggere articoli, blog, andare sui siti dei produttori come noi e vedere gli approfondimenti che mettiamo a disposizione, gli ingredienti dei prodotti. Da un lato guardare gli ingredienti di un’alternativa bio, noi ad esempio diamo la possibilità di aprire schede per capire cos’è un ingrediente particolare, e  capire effettivamente cosa ci si sta spalmando e dall’altro provare a fare analogamente col prodotto che abbiamo in casa quindi ricercare gli ingredienti e capire cosa contiene. Da qui è facile aprire un vaso di pandora e scoprire un mondo che ti porta al cambiamento.

 

Ecco qua, la mia chiacchierata con Lucia si è conclusa. Lei è stata di una gentilezza unica ed io ho apprezzato maggiormente i loro cosmetici, perché ho compreso ancora meglio cosa c’è dietro e con quale filosofia vengono prodotti.

Maggie

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Commenti: 3
  • #1

    Ely (giovedì, 30 maggio 2019 08:08)

    Bellissima intervista, ricca di informazioni! Grazie

  • #2

    Maggie (venerdì, 07 giugno 2019 00:04)

    Grazie!!

  • #3

    Elena Chicahermosa (venerdì, 07 giugno 2019 13:59)

    Bellissima intervista. Bravissima. La Saponaria mi piace tantissimo come brand�