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Altea: gli usi e le proprietà. Ecco cosa mi ha colpita...

Salve a tutte ragazze,

oggi parleremo di un’erba ayurvedica che io amo particolarmente e di cui sto letteralmente “abusando” nell’ultimo periodo.

L’altea comune (Althaea officinalis) è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvacee e al genere Althaea. È diffusa in gran parte dell’Europa centro-meridionale, cresce in luoghi umidi, lungo i fossi, i canali, gli argini. Dalla radice si estraeva il succo che era l’ingrediente principale dei marshmallow, motivo per cui se la cercate sugli e-store vi uscirà con tale nome. L’altea è un’erba medicinale e officinale.

Piccola digressione per chi non conoscesse la differenza:

Medicinale è un organismo vegetale che contiene al suo interno sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono precursori di emisintesi di sostanze utilizzate in farmaceutica.

Officinale è un termine esclusivamente procedurale che indica tutte le piante utilizzabili dalle officine farmaceutiche, a prescindere dalla presenza o meno di proprietà medicinali. Un uso comune delle piante officinali è quello di correttore del gusto: molti farmaci hanno un gusto sgradevole che viene corretto aggiungendo sostanze di origine vegetale.

Ma ora torniamo alla nostra amata Altea.

Le radici, per le loro proprietà lenitive, venivano anticamente date da masticare ai lattanti durante il periodo della dentizione. Poiché ha un alto contenuto di mucillagini, possiede proprietà emollienti, lassative e calmanti. Si può usare infatti per curare i catarri bronchiali, la tosse, e tutte le irritazioni gastrointestinali (gastriti, coliti infiammatorie e spastiche). Per le irritazioni del cavo orofaringeo si possono preparare anche dei gargarismi.

La polvere della radice di altea può essere utilizzata come macerato a freddo, e anche come veicolo per gli oli essenziali. L’alta presenza di mucillagini tende a formare sulla pelle un sottile strato filmogeno protettivo e idratante, che la rende utile, per uso esterno, in presenza di pelli irritate, sensibili, secche, arrossate, disidratate, facili a screpolarsi e contro piaghe e scottature. Io la trovo particolarmente utile per la cura dei capelli. Si può preparare un gel utilizzabile da solo o in aggiunta ad altre erbe ayurvediche per realizzare impacchi idratanti. È particolarmente indicato per i capelli secchi ma, per mia esperienza personale, fornisce un valido aiuto anche ai capelli grassi. Io, infatti, ho una cute molto grassa con punte particolarmente secche a causa dell’uso ripetuto della piastra (che ahimè non riesco ad abbandonare) e vi posso assicurare che, sotto forma di impacco sia sul cuoio che sulle punte, non unge minimamente i capelli, anzi, fornisce la giusta idratazione di cui ha bisogno anche un cuoio capelluto con eccesso di sebo. Inoltre aiuta a calmare le irritazioni del cuoio capelluto, tipiche di chi ha i capelli grassi e tende ad aggredirli con shampoo e maschere particolarmente purificanti e sgrassanti. È consigliato per la preparazione di hennè e sherazade poiché ne agevola la stesura ed il risciacquo ed evita i tipici effetti disseccanti dell’hennè.

In tutti gli shop troverete l’altea principalmente in polvere ma in alcuni, particolarmente forniti, potrete trovare anche le radici. La preparazione è molto semplice: aggiungete acqua calda fin quando non otterrete una consistenza simile allo yogurt. È importante aggiungere l’acqua a filo, man mano che si mescola, per evitare la formazione di eventuali grumi. Poiché è un’erba dalle spiccate proprietà idratanti io amo usarla come jolly, mescolandola con altre erbette a seconda dell’obiettivo della maschera (purificante, nutriente, regolarizzante). È possibile usarla sia per il viso che per i capelli, pre o post-shampoo. Come impacco pre-shampoo potete tenerla su quanto preferite a partire da un minimo di 20 minuti. Mentre, come impacco post-shampoo invece è consigliato tenerla dai 20 ai 45 minuti. Naturalmente se la utilizzate in combo con altre erbe tenete presente anche la tempistica di queste ultime. Phitofilos propone indicazioni diverse per la preparazione della sua Altea, che è possibile leggere sulla confezione o sul sito ufficiale. È importantissimo, qualsiasi marca usiate, far idratare l’altea prima del suo utilizzo altrimenti le mucillagini presenti all’interno preleveranno l’acqua dai vostri capelli piuttosto che dal composto svolgendo l’effetto contrario. Per una corretta idratazione si parte da un minimo di 12 ore ad un massimo di 24 in cui il composto deve essere lasciato a riposare a temperatura ambiente coperto da un sottile strato di pellicola da cucina. Una volta pronto all’utilizzo stendete il composto su tutta la capigliatura e successivamente coprite con cuffia e un asciugamano caldo o un cappello. Ricordate che gli impacchi, soprattutto con erbe al loro interno, hanno bisogno di calore, quindi niente colpi di freddo o correnti d’aria. Al momento della stesura i capelli possono essere sia asciutti che umidi, molto dipende dalle vostre preferenze e dalla presenza o meno di altri ingredienti nel composto.

Non sono state riscontrate finora controindicazioni nell’uso esterno e topico di altea. Ricordate comunque che gli ingredienti naturali possono essere potenti al pari di quelli chimici e che quindi, prima di utilizzare l’impacco è sempre bene fare un piccolo test in una zona nascosta dei capelli (come la nuca) o meglio ancora nella zona interna dell’avambraccio, così da scongiurare eventuali allergie. Se invece avete intenzione di usare l’altea per regolare disturbi interni abbiate presente che le mucillagini potrebbero ostacolare l’assorbimento di farmaci assunti per via orale.

Bene ragazze, spero di essere stata chiara ed esaustiva. Provate quest’erbetta e fatemi sapere come vi trovate commentando sotto questo post nel blog.

A presto,Elisa!

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