ecco come nasce il kajal

All’inizio del ‘900 l’arte orientale era al centro delle attenzioni europee, grazie anche alle famose novelle tratte dal libro “ mille e una notte “ (X sec.).

Vouge ne cita il fascino parlando del trucco nero che facevano attorno agli occhi con il khol, polvere nera che conferiva fascino e mistero allo sguardo, oltre che proteggere gli occhi dalla polvere e dai raggi solari. Look che spopola con il film muto “ A fool there was “ diretto da Frank Powell nel 1915 con Theda Bara come protagonista, il cui look era appunto caratterizzato da occhi intensificati dal kajal colato e dalle sopracciglia scurite, conferendo all’immagine maggior mistero e drammaticità .

Tornando indietro nel tempo possiamo apprendere che il kohl era già stato introdotto in Europa a partire dal XVIII sec, anche se le ciglia e sopracciglia potevano essere scurite con la cenere già diverso tempo prima con semplici rimedi casalinghi, come annerire con la fiamma di una candela dei chiodi di garofano oppure miscelare al succo delle bacche di sambuco della polvere di sughero bruciato.

Un metodo più resistente era quello di miscelare incenso, pece e resina nelle stesse quantità con un po’ di mastice, poi si ardevano su di una brace; il fumo andava raccolto come condensa su di una piastra e grattato successivamente.

Il prodotto formato dalla fuliggine nera andava applicato sulle sopracciglia anche più volte, questo prodotto resisteva anche al sudore: forse il primo prodotto waterproof della storia. In passato la migliore polvere di kohl era formulata da solfuro di piombo e di antimonio, entrambi velenosi e successivamente sostituiti con ossidi di ferro e carbonio ossidato.

Fiorella Di Martino

Dal libro 100 anni allo specchio di Antonio Ciaramella

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