truccatrice per caso, la mia esperienza...

Se penso al mio rapporto con il trucco, devo fare un salto indietro fino al primo anno di università, agli anni in cui si assiste alla nascita dei primi canali YouTube dedicati al mondo del make-up e il nome di Clio iniziava ad essere sulla bocca di tutte le ragazze.

Era la mia prima esperienza lontano da casa, e i video tutorial mi tenevano compagnia nel tempo libero, oltre ad aiutarmi a prendere più consapevolezza di me stessa dal punto di vista estetico.

I video tutorial di make-up hanno iniziato ad appassionarmi sempre di più, senza però mai considerare il settore beauty e il ruolo di make-up artist come un’opzione concreta a livello lavorativo. Mi limitavo a vederlo come un bel passatempo, una passione fine a sé stessa.

Passano gli anni e io concludo i miei studi in lingue, che mi hanno portato a trasferirmi a Milano per lavoro: Milano, la city, il posto dove tutto è possibile, anche diventare make-up artist.

Stando a stretto contatto con persone piene di sogni in tasca, con storie completamente diverse tra di loro, mi sono resa conto che l’amore per il make-up non era un semplice passatempo, ma poteva costituire una reale opportunità professionale.

Mi sono quindi messa alla ricerca della migliore Accademia di Make-Up a Milano, optando infine per la MBA Making Beauty Academy.

Non avendo mai studiato make-up, se non da autodidatta, il primo step da seguire era partire dal corso base: trucco correttivo e abbellimento.

Una volta conseguito il titolo di make-up artist arriva il momento di mettere in pratica tutto quello che hai imparato in accademia. Truccarsi da sola, oltre ad essere un piacere personale, si è rivelato infatti essere completamente diverso dal truccare un’altra persona.

È proprio in accademia, a mio parere, che capisci realmente se il ruolo del make-up artist è adatto a te o meno.

Poco dopo la conclusione del corso si è presentata l’occasione di “prendere in mano i pennelli” e lavorare per la prima volta come Make-up artist professionista.

Il giorno dello shooting, entrata in studio ero terrorizzata (“E se non dovesse andare bene?” mi dicevo. “E se il trucco non dovesse venire come me lo immagino?”).

Mentre ero intenta ad organizzare la mia postazione trucco ho ripassato tutto quello che avevo imparato in accademia e i vari punti su cui la nostra docente aveva posto maggiore attenzione.

Una volta preso in mano il pennello, però, tutte le mie paure e i miei timori sono svaniti: si è rivelata essere la cosa più naturale di questo mondo, come se tutti quei cosmetici e pennelli fossero lì per me, pronti ad essere utilizzati per dar sfogo alla mia vena artistica e ad essere parte del “quadro finale” che sarebbe stato il soggetto dello shooting.

L’emozione provata nel vedere quelle foto me la ricorderò per sempre: vedere il risultato del tuo lavoro è una sensazione fantastica, un sentimento impagabile, e ti fa capire che il percorso iniziato non si è rivelato essere affatto tempo sprecato.

La reazione avuta dopo l’inizio del servizio fotografico ha costituito un’ulteriore conferma del fatto che, se hai una passione che riempie le tue giornate e ti rende felice, farne lo scopo della tua vita sarà quindi il tuo obiettivo. 

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