5 figure che hanno cambiato la storia del make-up

Beh, sicuramente non è facile scegliere, personalmente vorrei poter dar spazio a molte e molte più figure! Ma dato che, come minimo, non basterebbe un libro per poterne parlare adeguatamente, diamoci un taglio, e cerchiamo di capire insieme, in modo quanto più easy possibile, quali potrebbero essere all’interno di questa interessante Top 5.

Number 1: Kevyn Aucoin

Mr. Kevyn Aucoin, (che se non fi fosse capito dal primo posto in questa Top 5, è il mio truccatore preferito in assoluto), nasce il 14 Febbraio nel 1962 a Shreveport, in Lousiana, e muore il 7 Maggio 2002 a Valhalla, negli Stati Uniti. Si interessò al make-up sin da bambino, tant’è che spesso truccava le sorelle, per poi fotografarle con una polaroid , cosa che fece anche durante il resto della sua carriera. Scoprì di essere gay all’età di 6 anni. Dopo aver frequentato una scuola di estetica, si trasferisce a New York col fidanzato, per intraprendere seriamente la carriera di MUA. Inizialmente lavorava gratis, truccando modelle per costruirsi un buon portfolio, finchè non venne scoperto dalla rivista Vogue e, per un anno e mezzo, lavorò col fotografo di Vogue “Steven Meisel”. Nel 1983 arriva la svolta definitiva: considerate che la Revlon lo assunse all’età di soli 21 anni, come direttore creativo della prestigiosa linea “Ultima II”, e un anno dopo, lanciò la famosissima “New Nakeds”, rinominata poi “The Nakeds”. Questa linea fu una vera e propria rivoluzione nella storia del make-up. Perché? Ve lo spiego subito. Innanzi tutto fu una linea cosmetica d’avanguardia, completamente basata sui diversi toni della pelle, e determinò un momento storico davvero incredibile per il make-up, perché, per la prima volta, Aucoin, progettò un trucco adatto a tutti i colori di pelle. Il suo concetto di make-up era totalmente diverso da quello tipico del tempo, poiché diede vita a: - Fondi dal sottotono giallo - Ombretti, rossetti e fard con sottotono marrone - Toni naturali (totalmente opposti ai colori pastello usati per quel tempo) I suoi colori, texture e finish furono assolutamente fondamentali per tutti i brand di cosmesi futuri, influenzando marchi come MAC, Bobbi Brown e Laura Mercier (giusto per citarne alcuni). In parole povere, quello che sto cercando di dirvi, è che, senza il mio adorato Kevyn Aucoin, probabilmente ancora staremmo a truccarci con dei colori improbabili, e uguali per tutte! E’ stato, secondo me, uno dei truccatori più rivoluzionari di sempre, e la sua filosofia, con i suoi insegnamenti, erano fondamentali allora, tanto quanto oggi: “ far mostrare alle donne la loro bellezza naturale, senza coprirla con più e più strati di make-up”.

Number 2: Shu Uemura

Shu Uemura nasce nel 1928, e muore a Tokio il 29 Dicembre 2007, all’età di 79 anni. Considerate che fu il primo MUA asiatico a diventare famoso in occidente! In gamba, eh? Affascinato da sempre dal concetto di bellezza, studiò all’accademia di bellezza di Tokio, e nel 1955 iniziò ufficialmente la sua carriera di MUA. Ebbe infatti la sua grande occasione, quando un truccatore, sul set del film “Joe Butterfly” (una produzione Hollywoodiana del dopoguerra), andò in accademia in cerca di un assistente maschio. E chiaramente, scelse proprio lui! Fortunato o super bravo? Sicuramente entrambe le cose.

 Nel 1965 fondò lo Shu Uemura Make-Up Institute, primo make-up studio di stile Hollywoodiano in Giappone, e, negli anni successivi, riuscì ad espandere l’attività dei suoi negozi a livello mondiale! Una cosetta, insomma Shu Uemura fu un vero e proprio PIONIERE, e si definisce tale per diversi motivi:

- Innanzi tutto fu guida di una cosmetica sicuramente all’avanguardia.

- Riuscì a fondere insieme scienza e arte della bellezza.

- Abbinò le tecnologie moderne agli estratti naturali.

- Si caratterizzò per la costante innovazione nella ricerca del make

-up e nella cura della pelle, e per la meravigliosa estetica dei suoi punti vendita e dei pack.

Number 3: Pat Mcgrath

Bene, direi proprio che, dopo aver parlato di due grandi del passato, sia giunto il momento di dare spazio a qualche MUA contemporaneo! E chi menzionare, se non la famosissima, stupefacente, immensa Pat Mcgrath? Cosa? La adoro? Ahahahah, si’! Decisamente Immagino che molti di voi, sicuramente, la conoscano già. Ma mi sembrava più che doveroso spendere due parole anche per questa perla moderna del make-up. La nostra Pat nasce nel 1966 a Northtampton. E’ una truccatrice britannica, ed è stata definita dalla rivista Vogue la MUA più influente del mondo. Niente, eh? ^^ La svolta decisiva della sua carriera arriva durante una collaborazione con “Edward Ennifull” (fashion editor di “I-D Magazine”) nei primi anni ’90. La Mcgrath partecipa a nientepopodimeno che’ 4 settimane della moda ogni anno! Ha progettato la linea di cosmesi Armani nel 1999, mentre nel 2004 è diventata direttore creativo internazionale per “Procter and Gamble”. Oggi è responsabile della Max Factor e del noto marchio low-cost “Cover Girl”. Si occupa spesso di curare e dare vita a look haute couture, sicuramente non portabili nella vita reale, ma di grande effetto scenico e teatrale! Nella realizzazione dei suoi lavori, la influenzano tantissimo i tessuti, i colori delle collezioni e i volti delle modelle, e vi dirò di più: solitamente preferisce l’uso delle mani a quello dei pennelli. E’ una vera e propria creatrice ed innovatrice dell’industria della bellezza moderna, pronta ad elevare quest’ultima a livelli ancora inesplorati! Una vera bomba del make-up art <3 Dotata di una visione creativa senza limiti, la sua influenza è ovunque, dal grande schermo ai social network: è innegabile, Pat Mcgrath non conosce proprio confini! Number

4: Rajan Tolomei

Lo so, lo so, ho capito. Sicuramente vi starete domandando “ma qualche italiano no?”. E avete ragione. Purtroppo ho un debole fuori controllo per i MUA stranieri, it’s true. Ma, essendo io italiana, credo sia giunta l’ora di dare spazio anche a qualche gioiellino del nostro paese. E direi di cominciare con qualcuno di piuttosto attuale, il noto MUA Rajan Tolomei. La carriera di Tolomei inizia a dir la verità come modello: sfilava e girava il mondo, ma nel frattempo si dedicava allo studio, seguendo svariati corsi, fra cui anche quello di make-up. Quindi, ha dato il via alla sua carriera di MUA con molta leggerezza e spensieratezza, quasi per gioco, truccando le sue amiche modelle, mettendo in pratica quanto aveva appreso dal corso frequentato, fidandosi del suo istinto e della sua creatività. E, diciamocelo, ha fatto più che bene a fidarsi tanto!  Il gioco, presto, è diventato un vero e proprio lavoro; un lavoro che il nostro Rajan ha amato sin da subito, a tal punto da abbandonare nell’immediato la vita da modello, dedicandosi completamente a ciò che invece accadeva nei backstage, nel mondo del Make-Up. Nel 2007 è diventato il Make-Up Artist ufficiale di Max Factor. Aveva conosciuto personalmente l’azienda nel 2005, che lo assunse per poter truccare le clienti delle profumerie. Così, il suo nome diventava sempre più noto, e iniziò a lavorare anche con altri marchi, come Moschino, Armani e Krizia, mantenendo però sempre e comunque una stretta collaborazione con Max Factor. In una delle sue interviste ha dichiarato: “il make-up per me è davvero una passione senza limiti, piena di sfumature!”

Number 5: Francesca Tolot

Considerate solo che Beyoncè la definisce “la più grande Make-Up Artist dei nostri tempi”. E se lo dice B, ci crediamo!Nata a Venezia, vive a lavora attualmente a Los Angeles, dopo aver fatto esperienza in Europa con Vanity Fair e Madonna. Afferma di essere stata influenzata molto dal Rinascimento Italiano e oggi, è la MUA per eccellenza delle star americane. La Tolot ha lavorato per oltre vent’anni con Elizabeth Taylor, ed è la MUA preferita di Mila Kunis, Julia Roberts, Shakira e Kate Winslet (giusto per citarne alcune). Ovviamente anche di Beyoncè, che promuove attivamente il suo libro “One Woman 100 faces”, e che ha scritto per lei la prefazione. Secondo Francesca, “l’illuminazione cambia tutto!” E secondo me, ha perfettamente ragione. A quanti di voi è capitato di realizzare un trucco super fighissimo, ma di fotografarlo con la luce sbagliata, e di avere, come risultato, un make-up che in foto sembra osceno? Sicuramente, almeno una volta nella vita, vi è successo, ci metto la mano sul fuoco. A me, anche più di una . E infatti, Francesca, continua affermando “Si può avere un trucco incredibile, ma se si fa una foto con la luce sbagliata può sembrare orribile. E invece un trucco brutto può sembrare fantastico con la luce giusta”. Quindi la Tolot ci fa riflettere molto sull’immenso potere dell’illusione fotografica e ci sta dicendo, fra le righe, di non fidarsi troppo delle copertine! ^^ Bene bene, direi proprio che la Top 5 termina qui .

Ribadisco, ce ne sarebbe ancora tanto da dover dire, e altrettante figure andrebbero menzionate, ma diventerebbe un’immensa enciclopedia, ed io non sono qui per farvi addormentare, anche perché credo che l’articolo sia già abbastanza lungo e pregno così com’è ^^ Ora attendo impaziente i vostri commenti! Quali sono i vostri MUA preferiti? Quali, secondo voi, meriterebbero il posto in questa Top 5? Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento e, come sono solita concludere, vi mando un grande bacio!

Al prossimo articolo...

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